Le scale di Napoli

Un itinerario alternativo e affascinante

Quello che proponiamo qui è un itinerario alternativo e affascinante, fatto di scalini, rampe, discese, inaspettate oasi di pace e panorami inusuali di una città che sorprende ogni giorno perfino i suoi stessi abitanti.

Come arrivare: Dal centro di Napoli, funicolare Montesanto (fermata Morghen) o Linea L1 della metropolitana (fermata Vanvitelli).

Durata itinerario: 3 ore

Cosa vedere: Largo del Petraio e Chiesa di San Carlo alle Mortelle.

 

Stiamo parlando del Petraio e dei suoi gradini, un percorso di scale costruite tra il XVI e il XVII secolo che collega in poco più di trenta minuti il quartiere “alto” del Vomero al “nuovo”quartiere di Chiaia, simbolo delle espansioni fuori le mura. Furono edificate per raccogliere l’acqua che da qui iniziava il suo percorso in discesa. Il punto di partenza è la stazione Morghen, situata nell’omonima via e facilmente raggiungibile con la funicolare di Montesanto o con la linea L1 della metropolitana (fermata Vanvitelli). Alle spalle della stazione, imboccando Via Annibale Caccavello e girando subito dopo a sinistra, comincia il cosiddetto Petraio. Lo spettacolo che si apre davanti agli occhi una volta imboccata Via Gradini del Petraio è inatteso e per questo ancora più affascinante: una lunga scalinata con corrimano centrale divide una serie di edifici dai colori vivaci che vanno dall’ocra al rosso mattone e sullo sfondo la riconoscibile sagoma violacea della caserma Nino Bixio di Pizzofalcone. Ancora più in fondo, il mare e la penisola sorrentina.

Il Largo del Petraio è il tratto finale della prima parte di questa meravigliosa passeggiata. Dalla terrazza del Largo s’imbocca la Salita del Petraio, tra piante di limoni, cappelle votive, immagini sacre, vicoli senza uscita, bassi popolari caratterizzati dagli immancabili panni stesi all’ingresso e i gradoni che si fanno via via meno ripidi fino ad arrivare all’incrocio con il Corso Vittorio Emanuele.
Il contrasto con la parte superiore del Petraio è evidente: tranquillità e silenzio lasciano il posto alla quotidianità di auto e moto che attraversano questa importante arteria urbana. Ma il frastuono dura poco. Una volta superato il Corso e imboccata Via San Carlo alle Mortelle, ci s’imbatte nell’omonima chiesa monumentale eretta nel Seicento: è uno dei principali punti di riferimento dell’arte barocca in città che deve il suo nome alla proprietà della famiglia spagnola Trojanis y Mortela.

La discesa continua e si giunge in Piazzetta Mondragone per poi percorrere stretti vicoli che portano ai Gradoni di Chiaia per poi raggiungere Via Chiaia, cuore commerciale pulsante di Napoli.

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