Dalla Reggia di Portici a Villa Favorita

Un tour alla scoperta dei tesori all'ombra del Vesuvio

Un bellissimo tour alla scoperta dei tesori all’ombra del Vesuvio, magnifiche dimore storiche affacciate sul mare.

Come arrivare: Portici è raggiungibile tramite autostrada Napoli-Salerno uscita Portici-Ercolano, in alternativa con circumvesuviana stazione di Portici Via Libertà

Durata itinerario: 6/8 ore

Cosa vedere: Reggia di Portici, Villa Savonarola, Palazzo Ruffo di Bagnara, Villa Zelo, Villa Campolieto, Villa Favorita

 

Questa è una storia che risale al passato, per la precisione al 1700. E che ha come protagonisti teste coronate, principi e il nostro vulcano. Nel 1738, infatti, Maria Amalia di Sassonia andò in sposa – per procura – a Carlo di Borbone, che reggeva il trono di Napoli. La regina, nata a Dresda e quindi d’indole e formazione nordica – come primo atto nella nuova terra d’adozione pestò i piedi e disse che le serviva una nuova reggia: e scelse Portici come sede.

Non solo: quella fu l’occasione anche per iniziare a scavare per svelare al mondo una città perduta. Si chiama Ercolano e pochi anni dopo tocco ad una seconda località: la chiamano Pompei. Dal centro di Napoli a Portici sono dieci chilometri appena ma bastarono a scatenare una piccola rivoluzione: intorno alla nuova reggia, e a due passi da quegli scavi, tutti i nobili napoletani vollero costruire le loro ville. Un po’ per essere vicini al sovrano e molto per mostrare la loro ricchezza. Ed ecco il regalo del Vesuvio: nacquero così 122 palazzi monumentali – sparsi oggi sui territori comunali di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco – e progettati da quelle che erano le archistar dell’epoca come Vanvitelli e Sanfelice. Insomma: Ercolano e Pompei sotto terra, la reggia al centro, le ville intorno e il vulcano a fare da sfondo. Capite perché è al Vesuvio che dobbiamo dire grazie?

Il nostro tour non può che toccare solo alcune delle bellissime ville vesuviane, la nostra scelta non è stata semplice ma speriamo che riesca a dare lo stimolo giusto per poterle visitare tutte.

La reggia di Portici, la terza fatta costruire dal re, è splendida ed è visitabile dal lunedì al sabato e il bello è che lo splendore si nota sia all’interno sia all’esterno. Dentro le stanze dei sovrani e il museo di Ercolano; all’esterno il parco e i boschi. Non a caso è considerato una dei palazzi estivi più belli d’Europa anche grazie alla sua collocazione proprio sotto le pendici del Vesuvio.

Dietro il monte, davanti il mare: a noi in mezzo resta la meraviglia. Ma il cammino è lungo e occorre proseguire: ed è facile farlo visto che da qui parte quello che al tempo fu chiamato Miglio d’Oro, ovvero quel tratto di strada su cui, appunto, sorsero le ville della nobiltà partenopea. Che si sfidarono a colpi di palazzi sempre più maestosi. Nel momento di massimo splendore furono tantissimi e ancora oggi sono censiti e inseriti nel catalogo dell’Ente preposto alla loro tutela e salvaguardia. Già, tutela. Perché qui serve una piccola digressione storica: è solo a partire dal 1971 che si decise di salvare il salvabile delle ville profanate e devastate da secoli di abusivismo, bombardamenti americani, speculazione edilizia e miopia. Adesso molte delle ville – non tutte sia chiaro – sono state ripristinate e alcune sono visitabili.

Come la prossima dove stiamo andando. La nostra meta è sempre a Portici, in corso Garibaldi, ed è Villa Savonarola costruita nel 1850 ed ora sede del Comune che vi ospita la biblioteca e vi celebra i matrimoni. Lo stile è neoclassico, i colonnati non mancano, i fregi e gli affreschi rendono tutto più austero e il bello è lasciare la strada trafficata per percorrere il viale che conduce alla facciata principale. Dettaglio utile: essendo un palazzo comunale ha ampi orari per essere visitata. Tornando a percorrere le strade della cittadina passeremo dinnanzi ad altre ville, come ad esempio Palazzo Ruffo di Bagnara diventato un condominio, o la non lontana Villa Zelo, ripristinata in parte dopo il terremoto.

Quindi è ora di andare oltre e spostarci verso il territorio di Ercolano dove molte sono le ville e alcune decisamente meritano la sosta. Le prime saranno Villa Campolieto e Villa Favorita, due tra le più belle del nostro vagare. La prima fu fatta costruire a partire del 1755 dal Duca di Casacalenda che non badò a spese creando una specie di archetipo del genere. Non a caso è tutelata come Monumento storico ed è la sede della Fondazione Ente per le Ville Vesuviane oltre ad ospitare eventi e convegni ed essere stata fondale per parecchi film. Il duca ne sarebbe fiero. La seconda fu fatta costruire dal Principe Stefano Reggio d’Aci.

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